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Pasto
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Un mwdgpasto è un momento specifico della giornata dedicato all'mwdwalimentazione, dove ci si nutre attraverso una o più vivande.
Nelle società umane, fin da tempi antichi, tale azione è spesso mweqritualizzata, ad esempio come occasione di convivio e aggregazione familiare o sociale. mwegPasto deriva dal passato del mwewlatino mwfapascere, quindi anticamente legato alla pastorizia degli animali, a sua volta dalla radice del greco antico mwfqpat o mwfgpar, ovvero mwfwfornire del nutrimento.
Contents
• Luoghi
• Utensili
• Rituali
• Simmel
• Note
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Caratteristiche
La grande maggioranza delle culture distingue i diversi tipi di pasto, a seconda del momento della giornata e della quantità di alimenti consumata, con i più importanti che corrispondono ai momenti di mwgwconvivialità più intensi e che possiedono una valenza mwhasimbolica o mwhqreligiosa.
I pasti cosiddetti mwjgprincipali della giornata sono generalmente tre. In media, il primo pasto della giornata dovrebbe apportare il 25% dei quantitativi necessari, quello a metà giornata circa il 50%, mentre l'ultimo deve essere più leggero, per facilitare la mwjwdigestione durante il mwkasonno. Tuttavia, con l'incremento di orari sempre più variabili delle varie attività giornaliere, introduzione di altri pasti oltre gli orari cadenzati dalle varie tradizioni, la mwkqglobalizzazione e l'introduzione del cosiddetto pasto "mwkgfast food", l'alimentazione umana subisce continuamente variazioni di usi e costumi, in tutto il mondo.
Pasto del mattino
Il primo pasto della giornata, consumato generalmente poco dopo il risveglio mattutino, viene chiamato "colazione" (o prima colazione).
Il termine fu introdotto intorno al V secolo da alcune pratiche conviviali del primo monachesimo cristiano europeo. È un pasto di varie quantità e tipologie, a seconda dei paesi del mondo in cui si consuma. Nella cosiddetta "Civiltà occidentale", si distinguono due tipi di colazione; la "continentale" e l'"internazionale" (di derivazione anglosassone). La prima, chiamata così poiché derivata da molte tradizioni del continente europeo, è un pasto relativamente leggero, generalmente dolce, accompagnato da una bevanda calda (latte, caffè, tè o cioccolata calda), a volte con pane, burro, confettura o miele o altri prodotti di pasticceria; possono essere contemplati in questo tipo di colazione anche lo yogurt, cereali, succhi di frutta e muesli. La seconda, ha un'origine di tradizione anglosassone, ed è più abbondante, composta generalmente da dolce e salato, spesso con piatti tipici a seconda della nazione in cui si trova (international), oppure spesso sostituita anche da un brunch di metà mattina, che rimpiazza, in questo caso, il pasto del pranzo. La distinzione è molto flessibile, ed esistono tradizioni di colazione che integrano le caratteristiche dei due tipi. Nelle colazioni tradizionali dell'Italia meridionale, ad esempio, sono presenti alimenti dolci (latte, miele, burro, castagne, ecc.) e alimenti non prettamente dolci (come pizzette, focacce, salumi, ecc.).
Pasto di metà giornata
Il pasto di metà giornata si chiama pranzo (o, in passato, anche seconda colazione). In Italia è il pasto più importante della giornata, anche se occorre registrare una recente variazione della consuetudine, soprattutto nelle grandi città durante le giornate di lavoro, che relega il pranzo a un leggero spuntino, spesso consumato frettolosamente fuori casa. Nella sua forma tradizionale il pranzo comprende più portate: un primo piatto, un secondo piatto con un contorno seguito da un dolce o frutta. Tuttavia con gli anni questo pasto ha perso i suoi attributi tradizionali e si è ridotto a una portata o uno spuntino. Nell'Italia settentrionale l'orario tradizionale del pranzo casalingo varia fra le 12:00 e le 13.00, ma nel tempo si è spostato sempre più verso il secondo termine. Per contro, nel Meridione lo stesso si svolge più tardi ad orari che vanno fra le 13:00 e le 14:00. Naturalmente specifiche circostanze fanno variare questi orari, in funzione degli orari di lavoro degli uffici, delle scuole o dei negozi, ma in generale l'orario del pranzo, soprattutto a partire dagli anni ottanta tende ad essere più tardi di quanto avveniva in precedenza. Un grande pranzo con invitati può sostituire il cenone in alcune occasioni (v. Pranzi di festa).
Nei Paesi anglosassoni (più precisamente in Gran Bretagna, Irlanda e parte degli Stati Uniti e Canada) il pasto principale (dinnercite-ref-1[1]) non è collocato normalmente a metà giornata, ma in un diverso momento, dall'orario estremamente variabile, in genere nel tardo pomeriggio, o a sera (=cena), mentre a metà giornata si consuma solo un pasto leggero, spesso rimanendo a scuola o nel posto di lavoro (bag lunch o lunch box, working lunch).
Pasto serale
Il pasto serale viene detto cena, tuttavia consumato a orari variabili, sia geograficamente sia in base agli orari e alle abitudini personali. In America settentrionale ad esempio, il pasto serale è previsto generalmente intorno alle ore 16, mentre in Europa l'orario è successivo (dalle ore 18 della Gran Bretagna alle ore 22 della Spagna). In molti paesi anglosassoni infatti, si usa indicare "dinner" come il pasto principale, questo a qualsiasi orario della giornata, e tuttavia solitamente indicato nel tardo pomeriggio e nella sera, quindi tradotto come "cena". Per una pasto serale più leggero, familiare o informale, o in differenti ore della sera si tende ad utilizzare di più il termine inglese "supper"cite-ref-2[2].
La composizione degli alimenti della cena è comparabile con quella del pranzo tradizionale, anche se in paesi come la Germania diventa un pasto più frugale di quello di mezzogiorno. In Italia, si tratta spesso di un pasto leggero, tuttavia relativamente variegato. È il momento più tipico di aggregazione della famiglia, poiché quasi tutti i membri sono già tornati a casa dal lavoro o dallo studio, e che si esprime nei cosiddetto "cenoni", in alcune occasioni di festa. Nell'Italia settentrionale, l'orario della cena si aggira tradizionalmente intorno alle ore 19:00, 20:00, mentre nel Meridione e nei paesi caldi è spostato più tardi, anche fino alle 21:30.
Altri pasti
Per gli altri pasti della giornata, si parla in genere di spuntini. Oltre ai tradizionali orari dei pasti principali, possono esserci spesso modifiche o integrazioni di altri piccoli pasti lungo la giornata, a seconda delle esigenze e delle varie culture dei paesi internazionali.
• di mwuamattina, un breve spuntino intorno alle dieci-undici serve a spezzare la mattina di lavoro o di studio, in inglese detto mwuqbrunch, una contrazione dei termini mwugbreakfast e mwuwlunch.
• di mwvqpomeriggio, la mwvgmerenda, che avviene solitamente intorno alle quattro-cinque del pomeriggio, è un piccolo pasto, solitamente composto da dolci (pane, burro, marmellata, yogurt, mwvwbrioche, ecc.), per lo più tipico dell'mwwainfanzia e derivato soprattutto da tradizioni di paesi latini; sempre di pomeriggio, esistono momenti di alimentazione come l'ora del tè, specialmente in Inghilterra, per tradizione alle cinque del pomeriggio, accompagnata da dolci e biscotti.
• il cosiddetto "mwwwaperitivo", consumato intorno alle sei-sette del pomeriggio e diffusosi soprattutto in mwxaFrancia e nell'mwxqItalia settentrionale lungo mwxgXX secolo, è tradizionalmente composto da mwxwcocktails misti a frugali e piccoli alimenti da immediato consumo, detti mwyastuzzichini (patatine, noccioline, etc), da consumarsi in piedi o seduti, oppure anche da vere e proprie aree espositive dedicate all'immediato consumo del cibo, i cosiddetti "mwyqbanqueting" o "mwygbuffet". Se diventa un pasto quasi completo, questa tradizionale pratica, quasi serale, ha poi assunto, in mwywItalia, il nome composto di "mwzaapericena". In Spagna, tale usanza viene detta "mwzqTapas", con piatti già pronti e preparati al consumo in locali preposti.
• di mwzwnotte, lo spuntino di mezzanotte, pusigno, prima di andare a dormire è cosa molto rara, e si tratta più di un capriccio.
Luoghi
I pasti possono essere consumati nella propria abitazione o in altri luoghi appositi. Quando sono consumati in casa, i pasti hanno luogo o in una stanza apposita, la mwawsala da pranzo, oppure, come più spesso accade, nella mwbacucina stessa.
Se non avvengono a casa i pasti possono avere luogo in edifici specializzati, i mwbgristoranti. Esistono anche luoghi di ristorazione collettiva, destinati a persone che mangiano regolarmente fuori casa. Un esempio sono le mense scolastiche o d'ufficio, oppure i ristoranti universitari. I pasti possono essere consumati anche all'aperto, venendo definiti mwcapic-nic.
Utensili
Nei pasti più sofisticati, ogni commensale dispone di un mwegcoperto, una ventina di oggetti tra cui: mwewbicchieri da mwfavino o da mwfqacqua, mwfgpiatti per gli antipasti e per le portate principali, mwfwcoltelli da mwgapesce o da mwgqcarne, mwggforchette a tre o quattro denti, mwgwcucchiai da mwhazuppa, da mwhqcaffè o da mwhgdolce, mwhwtovaglioli o altri utensili specifici (pinze da mwiagranchio, pinze per mwiqlumache, mwigcoltelli per le mwiwostriche).
In alcuni paesi africani, si è soliti mangiare tutti assieme prendendo il cibo da un unico grande piatto comune. Ogni commensale può prendere il cibo solo con la mano destra perché la mano sinistra viene associata ad atti impuri, come la cura dell'igiene personale.
Rituali
In tempi remoti, non soltanto lo schema di preparazione della tavola, ma l'ordine del servizio e molti altri atteggiamenti erano estremamente formalizzati in funzione della mwkggerarchia dei commensali. I pasti occupavano così un grande posto nel mwkwgalateo del mwlaXIX secolo. Oggi i costumi si sono sensibilmente liberalizzati, ma il pasto resta lo stesso una delle attività quotidiane più codificate. È per esempio buon costume augurare un buon appetito all'inizio del pasto o non alzarsi da tavola senza una ragione precisa.
Esistono, allo stesso modo, dei mwlgrituali religiosi legati al pasto. Per esempio, alcuni mwlwcristiani sono soliti mwmapregare: la mwmqbenedizione prima del pasto e il ringraziamento alla fine.
Pranzi di festa
Invitare degli amici o dei membri della propria mwoqfamiglia a un pasto più o meno festivo è un'attività sociale corrente. Questi pasti, come i pasti quotidiani, sono strutturati in più mwogportate ben definite, di cui solo la principale è obbligatoria; le altre potranno essere eliminate o sostituite secondo l'mwowappetito, il tempo di cui si dispone, il grado di raffinatezza cercato... Un mwpqpranzo di mwpgnozze comprenderà per esempio tutti i piatti che seguono, alle volte interrotti dall'animazione:
• mwsgmwswprimo piatto, ministra, in brodo o asciutta, come pasta, riso, orzo, farro, polenta;
• mwtqmwtgsecondo piatto, spesso con un mwtwmwuacontorno di verdura;
• mwugmwuwformaggio;
• mwvqmwvgdessert (il dolce);
• mwwamwwqfrutta;
• mwwwmwxacaffè, spesso servito con un pasticcino al mwxqcioccolato;
• mwxwmwyadigestivo.
L'ordine del servizio è sempre mantenuto, anche se si serve del formaggio come antipasto. Il consumo di mwygbevande alcoliche è più alto rispetto al consumo dei pasti quotidiani. Il numero delle portate di questi pasti festivi tende comunque a diminuire ed è sempre meno frequente vedere una riunione familiare collegare, quasi senza interruzione, il pasto serale dopo quello di mezzogiorno.
Pranzi nel mondo
Il cibo ha un ruolo centrale nella creazione delle comunità sino a divenire un prodotto culturale in continua mw1qevoluzione.cite-ref-0-3-0[3]
Il processo di mw2wglobalizzazione ha portato ad una serie di cambiamenti culturali e sociali che hanno avuto un forte impatto sulla mw3atradizione. Le appartenenze nazionali e le distinzioni etniche non sono state semplicemente rimpiazzate dallo sviluppo dell’mw3qindustria alimentare di massa, anzi tendono a consolidarsi anche attraverso la mw3gcucina.cite-ref-0-3-1[3]
Come afferma Douglas (1972) in suo saggio “Deciphering a Meal” - un pasto, la sua struttura, la sua preparazione e i modi del suo mw5aconsumo sono simbolo dei mw5qrapporti sociali di cui sono prodotto e allo stesso tempo funzionano come un mw5gsistema di comunicazione dal carattere classificatorio e discriminante.cite-ref-4[4] Il cibo quindi parla di noi e delle nostre origini ma spesso questo comporta a segnare le differenze di genere: discriminando ed escludendo.cite-ref-0-3-2[3] Ogni pasto è quindi un evento sociale strutturato, connesso alla cultura locale e all’ambiente circostante.cite-ref-1-5-0[5]
Sociologia dell'alimentazione
Il tema dell’mw9qalimentazione è da lungo tempo oggetto di una serie di discipline: dalla mw9gstoria all’mw9wantropologia, dall’mw-aepidemiologia alla mw-qdemografia, sino alla scienza della mw-gnutrizione. Soltanto verso la fine degli anni Settanta inizia ad essere tematizzato anche nel campo politico e sociologico: dando inizio allo sviluppo di una vera e propria specializzazione subdisciplinare definita mw-wSociologia dell'alimentazione.cite-ref-0-3-3[3]
Tendenze alimentazione contemporanea
La mwaqisociologia dell’alimentazione oltre ad essere terreno per la mwaqmsperimentazione di nuove posizioni teoriche e d’avanguardia è anche un ambito di studio.cite-ref-1-5-1[5] Basti pensare alle nuove tendenze che influenzano le nostre mwaqgabitudini alimentari, quali l'attitudine ad esprimere i valori nutrizionali in mwaqkcalorie e una crescente tendenza alla mwaqodestrutturazione del pasto. infatti, si mangia “fuori pasto”, da soli e in luoghi diversi senza tener conto delle tradizionali norme e pratiche alimentari imposte dalla propria tradizione culturale. Dunque, per via di una molteplicità culturale, si allontana sempre di più il concetto di “un pasto come si deve”.cite-ref-1-5-2[5]
Tutto ciò, secondo Claude Fischler (1979-2006), concorre a produrre una "libertà anomica" che comporta uno stato ansioso, che a sua volta favorisce delle "condizioni alimentari aberranti". È da considerazioni del genere che Fischler è partito per proporre la nozione di "gastro-anomia", caratterizzata da tre fenomeni interconnessi: la sovrabbondanza di cibo, la riduzione dei controlli sociali della commensalità (che ha lasciato all'individuo il peso di una scelta sempre più individualizzata) e il moltiplicarsi dei discorsi sul cibo, talvolta anche contraddittori tra loro.cite-ref-1-5-3[5]
Lévi-Strauss "Il crudo e il cotto"
mwaryClaude Lévi-Strauss (mwarcBruxelles, 28 novembre mwarg1908 – mwarkParigi, 1º novembre mwaro2009) è stato un mwarsantropologo, mwarwetnologo e mwar0filosofo francese.
Antropologo, mwar8sociologo e etnologo, teorico dello strutturalismo, Lévi-Strauss occupa una posizione centrale nel pensiero contemporaneo. Lo mwasastrutturalismo lévi-straussianomwase – che ha scorto, e posto a base di ogni ulteriore riflessione, l'intrinseco carattere strutturale di ogni fenomeno socialemwasi – ha permeato tutte le mwasmscienze sociali, la filosofia, la mwasqpsicologia, la mwasupolitica (il mwasymarxismo) e la mwascstoria.
I suoi contributi alla psicologia, provengono indirettamente dall'applicazione del metodo strutturalistamwask – per il quale i fenomeni culturali vanno interpretati in riferimento a elementi universali e mwassinconsci rappresentanti la struttura fondante d'ogni mwaswcultura – agli studi antropologici della cultura materiale, ponendo a base di ogni fenomeno psicologico l'ipotesi dell'esistenza di sottostanti strutture mentali inconsce, atemporali e universali. Lévi-Strauss in mwas0"il crudo e il cotto" pubblicato per la prima volta nel mwas41964, attraverso un'analisi della mwas8mitologia delle mwatapopolazioni mwateindigene del mwatiBrasile centrale e meridionale, dal mwatmChaco e dal mwatqbacino amazzonico parla di come l’mwatualimentazione umana connette un atto mwatyfisiologico con un'operazione di tipo culturale.cite-ref-2-6-0[6] Nei miti viene presentata una duplice opposizione, da un lato tra crudo e cotto e dall’altra tra fresco e mwatsputrefatto.cite-ref-2-6-1[6] La prima coppia di termini segna una trasformazione «culturale» mentre la seconda un passaggio “naturale”.cite-ref-2-6-2[6] Il passaggio da naturale (crudo) a culturale (cotto) è possibile attraverso l’uso del mwauqcalore infatti Lévi-Strauss ha identificato come nodo centrale il mwauufuoco il quale ha compiuto la trasformazione culturale del crudo.cite-ref-2-6-3[6] Il fuoco assume in tutte le popolazioni la funzione di mediazione per il passaggio da uno stato animale a uno stato culturale composto da regole sociali arbitrarie caratterizzate dall’mwauohabitat e al modo col quale i popoli si sono adattati utilizzando le risorse a scopo alimentare.cite-ref-2-6-4[6]
Socializzazione del pasto
Simmel
mwaviGeorg Simmel, sociologo e filosofo tedesco, scrisse un saggio nel 1910 intitolato mwavmLa Sociologia del pastocite-ref-0-3-4[3] che fu il primo contributo, nella storia delle mwavgscienze sociali, dedicato all'alimentazione e in particolare al carattere della socievolezza.
Il suo obiettivo era quello di studiare la società partendo dall'azione e interazione degli individui; tra essi infatti vi sono spesso tensioni fra le spinte individualistiche e le imposizioni della società di appartenenza.
Per sanare questa contrapposizione, secondo Simmel, è necessaria una forma ludica della mwavssocializzazione: nel momento in cui un individuo posto all'interno di un gruppo, abbandona i suoi impulsi egoistici a vantaggio di un legame sociale; la socievolezza si basa, infatti, sul tatto, discrezione e mwavwinterazione.
Tra le forme più comuni di socievolezza troviamo il pasto: esso è il fattore comune di ciascuno, tutti mangiano e bevono... queste, sono funzioni primarie per la sopravvivenza, atti umani fra i più egoistici, che, tuttavia, nella forma sociale del pasto trovano il loro superamento.
Nel pasto si crea il momento di mwav8condivisione di sentimenti e l'unione delle individualità.cite-ref-0-3-5[3]
Pierre van den Berghe
Pierre Van Den Berghe (1933-2019) è stato mwawyprofessore emerito di sociologia e antropologia presso l'mwawcUniversità di Washington.
Egli ha ricercato l'origine del mwawkcommensalismo comparando abitudini sociali umane e quelle di altri animali, osservando quanto la pratica di condivisione del cibo è comune alla maggior parte di animali carnivori. Inoltre ha messo in luce quanto questa pratica abbia un carattere universale, partendo da una prospettiva mwawoevoluzionista.
Lo studioso osserva come alcune specie, tra le quali gli scimpanzé e i mwawwcànidi, si servano degli scambi di cibo per creare e mantenere dei legami sociali. La maggior parte degli animali carnivori mette in atto la pratica di condivisione del cibo, la quale sembra svolgere una funzione di pacificazione e socializzazione, oltre a dimostrare quanto le radici di questo comportamento umano siano antiche e profonde e può servire a spiegarne il carattere di centralità ed universalità.cite-ref-7[7]
Note
cite-note-11. ↑ mwaxcmwaxgmwaxkOxford English Dictionary, su mwaxooxforddictionaries.com. mwaxsURL consultato il 12 settembre 2012 mwaxw(mwax0archiviato il 4 giugno 2021).
cite-note-22. ↑ mwayemwayimwaymCopia archiviata, su mwayqenglish.stackexchange.com. mwayuURL consultato il 25 gennaio 2019 mwayy(mwaycarchiviato il 26 gennaio 2019).
cite-note-0-33. ↑ mwazugeorg simmel, mwazyLa sociologia del pasto.
cite-note-44. ↑ mwazomwazsMary Douglas, Deciphering a Meal, in <<Daedalus>>, 101, pp. 61-82; Bologna, Il Mulino, 1985..
cite-note-1-55. ↑ L'alimentazione: gusti, pratiche e politiche di Roberta Sassatelli pp.483-484
cite-note-77. ↑ mwab8mwacamwaceSociologia in tavola, su mwacisociologicamente.it. mwacmURL consultato il 7 maggio 2021 mwacq(mwacuarchiviato il 7 maggio 2021).
Bibliografia
• mwackGeorg Simmel, La sociologia del pasto.
• mwacsLévi-Strauss, Il crudo e il cotto.
Voci correlate
• mwac8Alimentazione
• mwadeCibo
• mwadmCucina (architettura)
• mwaduCucina (attività)
• mwadcClaude Lévi-Strauss
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